La carcassa della Zuiyo-maru – creatura preistoria o alieno?

Posted by
In breve

  • Quando: 25 aprile 1977.
  • Dove: al largo di Christchurch, Nuova Zelanda.
  • Chi: il peschereccio giapponese Zuiyō Maru, capitano Akira Tanaka.
  • Cosa: una carcassa di circa 10 metri e 1.800 kg, soprannominata “New Nessie”.
  • Spiegazione più probabile: uno squalo elefante in avanzata decomposizione.

Quando si parla di strane creature le prime immagini che ci vengono in mente sono quelle dei classici mostri come licantropi, bigfoot e Nessie, ma la creatura di cui voglio parlarvi oggi è una fra le meno conosciute e allo stesso tempo una fra le più inquietanti.

La carcassa dello Zuiyo-maru

In realtà quello che abbiamo di questa creatura sono solo alcune foto della sua carcassa, ripescata dal peschereccio commerciale giapponese Zuiyō Maru il 25 aprile 1977.

Il peschereccio si trovava al largo delle coste neozelandesi, a est di Christchurch, quando qualcosa rimase intrappolato nelle sue reti. Una volta tirate a bordo, l’equipaggio scoprì la carcassa di un animale sconosciuto.

Il corpo era in avanzato stato di decomposizione e mandava un odore insopportabile: pesava circa 1.800 kg ed era lungo una decina di metri. Secondo l’equipaggio aveva un collo di circa un metro e mezzo, quattro grandi pinne rossastre e una coda lunga circa due metri. Gli organi interni non c’erano più, perché la cavità toracica e l’addome si erano aperti per la putrefazione, ma carne e grasso erano in parte ancora attaccati alle ossa.

A causa delle cattive condizioni del corpo, temendo una contaminazione del pesce pescato, il capitano Akira Tanaka decise di ributtare in mare il cadavere dello strano animale. Prima però un dipendente della compagnia presente a bordo, Michihiko Yano, lo fotografò, lo misurò, ne fece degli schizzi e conservò alcuni campioni di pelle e di fibre delle pinne. Quando la notizia arrivò in Giappone, la compagnia ordinò a tutte le sue navi di cercare di ritrovare la carcassa, senza successo.

Il “New Nessie”

In Giappone la scoperta scatenò una vera e propria febbre da plesiosauro, e la creatura venne chiamata Nyū Nesshii, cioè “nuovo Nessie”. Una volta tornati sulla terraferma, le foto vennero mostrate a dei professori:

il professor Tokio Shikama dell’Università Nazionale di Yokohama era convinto che si trattasse di un plesiosauro, e anche il dottor Fujiro Yasuda dell’Università della Pesca di Tokyo confermò che secondo lui le foto mostravano i resti di “un animale preistorico”.

Scheletro di plesiosauro
Calco dello scheletro di un plesiosauro, il rettile marino estinto a cui venne paragonata la carcassa. Foto Michael Barera, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Molti altri studiosi convennero che non si trattava di un pesce, né di una balena, né di qualsiasi altro mammifero.

Non tutti però erano d’accordo. Il paleontologo svedese Hans-Christian Bjerring fece notare che, se davvero c’erano campioni di pinne e pelle, un microscopio avrebbe potuto chiarire tutto, e che sarebbe stata una scoperta sensazionale quanto quella del celacanto nel 1938. Il suo collega Ove Persson ricordò invece che in passato altre carcasse “simili a plesiosauri” si erano rivelate, a un esame più attento, semplici squali di grandi dimensioni in decomposizione.

La spiegazione dello squalo elefante

Dopo avere studiato a fondo i campioni conservati da Yano, un gruppo di scienziati giapponesi dell’Università della Pesca di Tokyo, del Museo Nazionale di Natura e Scienza e dell’Istituto di ricerca oceanica dell’Università di Tokyo arrivò a una conclusione comune: l’analisi degli amminoacidi del tessuto muscolare indicava che si trattava molto probabilmente di uno squalo elefante, o di una specie strettamente imparentata.

Squalo elefante
Uno squalo elefante (Cetorhinus maximus), il secondo pesce più grande del mondo. Foto Greg Skomal / NOAA Fisheries Service, Public domain, via Wikimedia Commons

Il motivo per cui una carcassa di squalo elefante può sembrare un plesiosauro è legato al modo in cui si decompone. Le prime parti a staccarsi sono la mascella inferiore, la zona delle branchie e le pinne dorsale e caudale: quello che resta è una piccola “testa” (il cranio cartilagineo) attaccata a un lungo “collo” (la colonna vertebrale), un corpo voluminoso con quattro pinne e una coda sottile. Esattamente la sagoma di un plesiosauro.

Anche le misure prese da Yano confermano questa ipotesi: la coda molto più lunga del collo, le proporzioni tra le pinne anteriori e posteriori e le dimensioni della “testa” non corrispondono a nessun plesiosauro conosciuto, ma coincidono con quelle di un grosso squalo elefante. Guardando meglio le foto, inoltre, si vede anche una pinna dorsale, che all’inizio nessuno aveva notato, e le fibre cartilaginee visibili nella pinna esistono solo nei pesci.

Non è nemmeno la prima volta che succede. Già nel 1808 sulle coste delle isole Orcadi, in Scozia, si era arenata la cosiddetta bestia di Stronsay, scambiata per un serpente marino e descritta dai naturalisti dell’epoca come una specie nuova, che in seguito si rivelò anch’essa uno squalo elefante in decomposizione.

Bestia di Stronsay
Schizzo ottocentesco della bestia di Stronsay, arenata nelle Orcadi nel 1808. Foto Sir Alexander Gibson, Public domain, via Wikimedia Commons

Non sappiamo con certezza se il “nuovo Nessie”, come venne chiamato, fosse o meno un animale preistorico. C’è chi sostiene ancora oggi che i resti su cui sono stati effettuati gli esami possano essere stati contaminati dagli altri pesci finiti nella rete, falsando quindi i risultati, ma le misure, le foto e la pinna dorsale puntano tutte nella stessa direzione.

La carcassa, comunque, non è mai stata dimenticata: è citata nel film Godzilla contro King Ghidorah del 1991, ha ispirato una scena scartata de Il mondo perduto: Jurassic Park e compare anche nei titoli di coda del Godzilla del 2014.

🦋 Emadion vive grazie a chi lo legge. Se questa storia ti ha tenuto sveglio, offrimi un caffè: mi aiuta a portarti il prossimo incubo.

☕ Sostieni Emadion su Ko-fi

Fonti

📍Questa storia è sulla Mappa del misteroScopri dove è successo e quali altri misteri si nascondono lì vicino.Vedi sulla mappa →

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *