La vera storia del mostro di Loch Ness

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In breve

  • Dove: Loch Ness, Highlands scozzesi, un lago lungo circa 37 km e profondo oltre 220 metri.
  • Prima menzione: la Vita di San Columba di Adamnano, VII secolo, che racconta di una “bestia acquatica” nel fiume Ness.
  • Nascita del mito moderno: 1933, con gli avvistamenti riportati dall’Inverness Courier.
  • La foto più famosa: la “foto del chirurgo” del 1934, rivelata come falso negli anni ’90.
  • Oggi: uno studio sul DNA ambientale del 2018 non ha trovato tracce di rettili, ma moltissimo DNA di anguilla.

Il mostro di Loch Ness, conosciuto anche con il soprannome di Nessie, è uno dei mostri più famosi dell’epoca moderna.

Il primo avvistamento del mostro di Loch Ness

La sua foto più celebre è stata scattata nel 1934, subito dopo i primi avvistamenti moderni, ma forse non tutti sanno che la prima testimonianza di un mostro nei dintorni del lago Ness risale al 565 d.C.

Adamnano di Iona, abate del monastero fondato da San Columba, nella sua “Vita di San Columba”, scritta circa un secolo dopo i fatti, descrisse il funerale di un uomo attaccato da una “bestia acquatica” mentre nuotava nel fiume Ness, l’emissario del lago. Secondo il racconto la creatura lo aveva morso e trascinato sott’acqua, nonostante i tentativi degli abitanti di salvarlo con una barca.

Successivamente narra che San Columba mandò uno dei suoi compagni, Luigne moccu Min, ad attraversare il fiume a nuoto. La bestia lo attaccò, ma il Santo fece il segno della croce e le ordinò di andarsene, e la creatura fuggì terrorizzata. Più che una cronaca, è un racconto agiografico che serviva a mostrare il potere del Santo sulle forze della natura, ma è comunque il punto di partenza di tutta la leggenda.

Le testimonianze successive risalgono agli anni ’30 dello scorso secolo, anche se ce ne sono state alcune, rare, anche prima. Una delle più citate risale al 1871, quando il dottor Mackenzie di Balnain avvistò qualcosa muoversi nel lago. Ne scrisse in una lettera a un amico solo nel 1934, quando l’interesse per Nessie era ormai aumentato esponenzialmente.

Il castello di Urquhart sul Loch Ness
Il castello di Urquhart sulle rive del Loch Ness, uno dei punti da cui sono stati segnalati più avvistamenti. Foto BIG ALBERT, CC0, via Wikimedia Commons

Primo avvistamento moderno

Il mito moderno nasce il 2 maggio 1933, quando l’Inverness Courier pubblicò un articolo di Alex Campbell, guardiapesca del lago e giornalista part time, sull’avvistamento di Aldie Mackay, che aveva visto una “bestia” simile a una balena agitarsi nell’acqua. Nello stesso anno era appena stata completata la strada lungo la sponda nord del lago, che per la prima volta offriva a migliaia di automobilisti una vista libera sull’acqua.

Poco dopo, nel luglio 1933, George Spicer e sua moglie dissero di aver visto attraversare la strada davanti alla loro auto la forma di un grandioso animale, alto circa 1,2 metri e lungo 7,6, con un lungo collo sottile, che poi sparì verso il lago.

Il 5 gennaio 1934 il motociclista Arthur Grant sostenne di aver quasi investito una creatura, verso l’una di notte, mentre si avvicinava ad Abriachan, sulla sponda nord-orientale del lago. Subito dopo, la bestia tornò a nascondersi nell’acqua. Grant, studente di veterinaria, la descrisse come un incrocio tra una foca e un plesiosauro.

Un altro avvistamento lo troviamo nel 1943 da parte di C. B. Farrel, del Royal Observer Corps, che disse di aver visto una creatura lunga circa 6 metri con un collo di circa un metro e venti.

Passiamo poi al 1954, quando il peschereccio Rival III registrò uno strano segnale sonar che indicava un grande oggetto che viaggiava circa alla stessa velocità della barca a una profondità di 146 metri.

La prima presunta foto di Nessie risale al novembre 1933, ma non è la più famosa. Venne scattata da Hugh Gray mentre camminava lungo la riva del lago vicino a Foyers: all’improvviso vide qualcosa emergere dall’acqua e scattò alcune foto, molte delle quali troppo mosse per mostrare qualcosa, tranne una in cui si vedrebbe il corpo di un animale uscire dall’acqua.

La foto, che vedete in alto, è mossa e alcuni studi hanno avanzato l’ipotesi che possa trattarsi del cane dell’uomo che nuotava verso riva con un bastone in bocca.

La foto simbolo di Nessie

Pochi mesi dopo viene scattata la foto più famosa del mostro, quella che mostra la silhouette di un lungo collo emergere dal lago e che venne pubblicata il 21 aprile 1934 sul Daily Mail.

La foto del chirurgo del mostro di Loch Ness
La cosiddetta “foto del chirurgo”, pubblicata dal Daily Mail nell’aprile 1934. Foto M. A. Wetherell, Public domain, via Wikimedia Commons

La foto venne attribuita al ginecologo londinese Robert Kenneth Wilson ma, dato che il medico non voleva che il suo nome venisse associato alla foto, divenne famosa come “la foto del chirurgo”.

Per sessant’anni si è ritenuto fosse autentica, finché la verità venne a galla: nel 1993 Christian Spurling, ormai novantenne e poco prima di morire, confessò ai ricercatori David Martin e Alastair Boyd che quello rappresentato nella foto era un sottomarino giocattolo da lui costruito, a cui era stato aggiunto un collo modellato con stucco per legno, con la complicità di Ian Wetherell e dell’agente assicurativo Maurice Chambers. La confessione divenne pubblica nel 1994 e venne poi raccontata nel libro dei due ricercatori uscito nel 1999.

Il modellino venne messo nel lago e furono scattate le foto. Le lastre vennero poi date a Wilson, persona rispettabile al di sopra di ogni sospetto, che le fece sviluppare e le vendette al Daily Mail.

Il tutto era nato come una vendetta: nel dicembre 1933 il padre di Ian, Marmaduke Wetherell, regista e cacciatore di grossa selvaggina, era stato ingaggiato proprio dal Daily Mail per trovare il mostro, e aveva annunciato di aver trovato le sue impronte. Le impronte si rivelarono però fatte con un portaombrelli ricavato da una zampa di ippopotamo, e il giornale lo mise alla berlina. Spurling era il suo figliastro.

Dopo essere stato deriso, Wetherell decise di architettare il tutto, e per decenni la sua beffa è stata la “prova” più citata dell’esistenza di Nessie.

Il filmato del mostro di Loch Ness

Nel 1955 un’altra foto venne scattata, questa volta da P. A. MacNab, che stava fotografando il castello di Urquhart. In questa foto si vedrebbe, invece del collo, il corpo dell’animale, con due gobbe scure sull’acqua.

Non esistono solo foto, ma anche un filmato del 1938, girato da G. E. Taylor: circa tre minuti su pellicola a colori da 16 mm. Il filmato finì nelle mani del divulgatore Maurice Burton, che non lo mostrò mai ad altri ricercatori e ne pubblicò un solo fotogramma nel suo libro del 1961.

I criptozoologi ritennero che questa fosse una prova lampante dell’esistenza del mostro, mentre altri studiosi non ne sono convinti.

Un altro filmato risale all’aprile 1960 ed è opera di Tim Dinsdale, un ingegnere aeronautico, che riprese una gobba che si muoveva sull’acqua lasciando una scia. Nel 1966 il centro di interpretazione fotografica della RAF lo analizzò e concluse che l’oggetto era probabilmente animato. Molti rimasero scettici, altri pensarono che quella fosse un’altra prova a sostegno del fatto che il mostro esistesse davvero.

Nel 1993 venne prodotto il documentario “Loch Ness Discovered”, in cui si migliora la qualità video del filmato, portando così alla luce quella che sembrerebbe la sagoma di un corpo sotto la gobba. Un esperto informatico che si occupò del caso disse di aver sempre pensato che il mostro fosse solo una stupidaggine, ma di non esserne più così sicuro dopo aver visto il nuovo filmato. Altri analisti, invece, hanno sostenuto che si trattasse semplicemente di una barca.

Nel 2011 Marcus Atkinson, mentre era in barca nel lago, fotografò con il sonar qualcosa che seguì la sua barca per circa due minuti. Mentre lui è convinto si tratti del mostro, altri pensano si sia trattato di un banco di pesci o di alghe.

Le ricerche più recenti

Nel 2018 un gruppo internazionale guidato dal genetista Neil Gemmell dell’Università di Otago ha raccolto centinaia di campioni d’acqua a diverse profondità, analizzando il DNA ambientale lasciato da tutti gli organismi del lago. I risultati, presentati nel 2019, non hanno trovato nessuna sequenza di rettile: secondo Gemmell si può essere abbastanza sicuri che nel lago non nuoti un gigantesco rettile squamoso.

Hanno trovato però tantissimo DNA di anguilla. Gemmell non ha escluso la possibilità di anguille di dimensioni eccezionali, anche se nessuna è mai stata catturata, mentre l’altra spiegazione è che quel DNA venga semplicemente da moltissime anguille piccole.

Nell’agosto 2023, per i 90 anni dall’avvistamento di Aldie Mackay, i volontari di Loch Ness Exploration e il centro visitatori del lago hanno organizzato la più grande ricerca degli ultimi decenni, con droni a infrarossi e idrofoni calati nell’acqua. Qualche suono sospetto è stato registrato, ma nessuna prova del mostro.

Ipotesi

A tutt’oggi non si è arrivati a una conclusione certa: gli scettici dicono che se il mostro fosse davvero esistito nel VI secolo, ormai sarebbe morto, ma nessun osso o resto di animale è stato mai ritrovato.

Se fosse stato un solo mostro sarebbe certamente estinto, mentre se fosse una popolazione di più animali, come servirebbe per sopravvivere per secoli, avremmo dovuto avere più prove concrete della loro esistenza, ma così non è. C’è poi un problema geologico: il lago si è formato dopo l’ultima glaciazione, circa 10.000 anni fa, mentre i plesiosauri, a cui Nessie viene spesso paragonato, si sono estinti 66 milioni di anni fa.

Inoltre, secondo loro, il lago Ness non avrebbe abbastanza cibo per sostenere l’alimentazione di un tale animale.

Coloro a favore dell’ipotesi dell’esistenza del mostro invece sostengono che ci siano dei canali sotterranei che collegano il lago al mare e da qui potrebbe provenire il cibo di Nessie. Di sotterraneo, in realtà, non è mai stato trovato nulla, ma il lago è davvero collegato al mare, attraverso il fiume Ness e il Canale di Caledonia. Avanzano anche l’ipotesi che il mostro possa procurarsi il cibo anche sulla terraferma.

E voi, cosa ne pensate?

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Fonti

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One comment

  1. Cosa ne pensi? Mi piacerebbe vedere una foto nitida. Possibile che ad oggi con le nostre tecnologie non si riesca a produrre altro che foto mosse ? O filmati così lontani da non capirci nulla? In tanto Nessy fa cassa da quelle parti.

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