Cinque morti incredibili ma vere: il logico Kurt Gödel, morto di denutrizione perché mangiava solo ciò che cucinava la moglie; Houdini, ucciso da una peritonite forse legata ai pugni di uno studente; l’avvocato Garry Hoy, precipitato dal 24° piano mentre dimostrava che i vetri erano indistruttibili; il politico Clement Vallandigham, che si sparò in tribunale; e il pilota Tom Pryce, colpito da un estintore a 270 km/h.
La morte può cogliere di sorpresa e a volte può arrivare nei modi più disparati. Ecco alcuni esempi di morti bizzarre.

1) Kurt Gödel
Kurt Gödel è stato un logico, matematico e filosofo austriaco naturalizzato statunitense, considerato insieme ad Aristotele e Frege uno dei più grandi logici della storia. Negli ultimi anni della sua vita soffrì di gravi disturbi mentali e di una forte paranoia, che si era aggravata dopo l’omicidio del suo maestro, il filosofo Moritz Schlick.
Aveva il terrore di essere avvelenato e non mangiava niente che non fosse cucinato da sua moglie Adele.
Alla fine del 1977, però, Adele ebbe un ictus e dovette restare in ospedale per mesi. Kurt si rifiutò di mangiare e il 14 gennaio 1978 morì all’ospedale di Princeton, a 71 anni. Pesava appena 29 chili. Il certificato di morte parla di “malnutrizione e inedia causate da un disturbo della personalità”.

2) Houdini
Molti pensano che Houdini, il più famoso illusionista ed escapologo della storia, sia morto durante uno dei suoi numeri. In realtà morì di peritonite, probabilmente legata a un’appendicite, ma forse anche ai pugni ricevuti pochi giorni prima.
Il 22 ottobre 1926, nel camerino del Princess Theatre di Montréal, uno studente della McGill University, J. Gordon Whitehead, gli chiese se fosse vero che poteva resistere a qualsiasi pugno allo stomaco.
Houdini era sdraiato su un divano per una frattura alla caviglia e, appena rispose di sì, Whitehead cominciò a colpirlo violentemente all’addome, prima che lui potesse alzarsi e contrarre i muscoli. Houdini gli fece cenno di smettere.
Quella sera si esibì comunque, nonostante il forte dolore, e per due giorni non riuscì a dormire, ma non volle chiamare un medico. Quando finalmente lo fece aveva 39 di febbre e un’appendicite acuta, e il medico gli consigliò di operarsi subito. Houdini ignorò il consiglio e il 24 ottobre salì sul palco del Garrick Theater di Detroit, con quasi 40 di febbre, per quello che sarebbe stato il suo ultimo spettacolo.
Morì in ospedale il 31 ottobre 1926, la notte di Halloween, all’età di 52 anni.

3) Garry Hoy
Garry Hoy era un avvocato canadese, socio dello studio Holden Day Wilson, che aveva gli uffici al 24° piano del Toronto-Dominion Centre, un grattacielo di Toronto. Quando gli studenti di legge venivano in visita allo studio,
aveva l’abitudine di lanciarsi contro le grandi vetrate per dimostrare che erano indistruttibili.
Lo fece anche il 9 luglio 1993, davanti a un gruppo di aspiranti praticanti. La prima volta il vetro resse, così decise di riprovare. Purtroppo però al secondo impatto il vetro, pur senza rompersi, uscì dall’intelaiatura e Garry precipitò nel vuoto, morendo sul colpo. Aveva 39 anni.

4) Clement Laird Vallandigham
Clement Vallandigham è stato un avvocato e politico statunitense dell’Ohio, deputato e leader dei democratici contrari alla guerra di secessione, tanto da essere condannato da una corte marziale ed esiliato tra i Confederati. Nel 1871 stava difendendo un uomo accusato di omicidio.
Voleva dimostrare che la vittima si era sparata da sola, accidentalmente, estraendo la pistola da una tasca mentre si rialzava da una posizione inginocchiata. Prese quindi una pistola che credeva scarica per mostrare la scena alla giuria.
Si mise la pistola in tasca, si inginocchiò e, rialzandosi, la estrasse, dimostrando come la vittima avrebbe potuto premere il grilletto per sbaglio.
Sfortunatamente la pistola era carica: Clement si sparò all’addome e morì il giorno dopo, il 17 giugno 1871, a Lebanon, in Ohio. A quanto si racconta, il suo cliente venne assolto.

5) Tom Pryce
Tom Pryce era un pilota gallese di Formula 1, noto per la sua bravura sul bagnato. Il 5 marzo 1977, durante il Gran Premio del Sudafrica a Kyalami, la sua partenza non fu delle migliori e finì in fondo al gruppo. Cominciò però a rimontare e al 22° giro era già in 13ª posizione.
Proprio in quel giro il suo compagno di squadra alla Shadow, Renzo Zorzi, ebbe un problema al motore e si fermò sul lato sinistro della pista. L’auto prese fuoco e Zorzi non riuscì a scendere subito.
Due commissari di pista attraversarono allora il rettilineo per raggiungerlo e spegnere l’incendio, senza che venisse dato loro il permesso. Il secondo, Frederik “Frikkie” Jansen van Vuuren, aveva 19 anni e portava un estintore da 18 chili.
In quel momento sopraggiungevano le auto di Hans-Joachim Stuck e Tom Pryce. Stuck riuscì a evitare entrambi i commissari, ma Pryce, che si trovava dietro di lui e non aveva la stessa visuale, investì il giovane Frederik a circa 270 km/h, uccidendolo sul colpo. Il suo corpo era talmente devastato che venne identificato solo dopo aver radunato tutti i commissari e aver notato che lui mancava.
L’estintore che Frederik trasportava colpì Tom Pryce alla testa, uccidendolo all’istante. La sua auto, ormai senza controllo, proseguì lungo il rettilineo fino a schiantarsi contro la Ligier di Jacques Laffite.
Tom Pryce aveva 27 anni. Nel 2009, nella sua città natale di Ruthin, in Galles, è stato inaugurato un memoriale in suo onore.
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