Quando ho scritto questo articolo, nel gennaio 2016, il nuovo adattamento di IT di Stephen King era appena passato dal regista Cary Fukunaga ad Andy Muschietti. Il film uscì nel settembre 2017, con Bill Skarsgård nei panni di Pennywise, e incassò oltre 700 milioni di dollari, diventando l’horror con il maggiore incasso di sempre. Seguirono IT – Capitolo due nel 2019 e, nel 2025, la serie prequel It: Welcome to Derry su HBO.
Il remake di IT
È da un po’ ormai che si parla del remake di IT, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King del 1986, che era già stato adattato nel 1990 nella famosa miniserie televisiva con Tim Curry nei panni di Pennywise.
Il progetto era nato nel 2009 alla Warner Bros. con David Kajganich come regista, ma nel giugno 2012 la regia era passata a Cary Fukunaga, che aveva lavorato all’adattamento della sceneggiatura insieme a Chase Palmer.
Per chi non lo sapesse la trama del libro, e della miniserie anche se adattata, è questa: nella cittadina di Derry, nel Maine, un gruppo di bambini emarginati, il Club dei Perdenti, si trova a combattere contro una forza maligna che si presenta loro sotto forma di pagliaccio e che si risveglia ogni 27 anni. Molti anni dopo, da adulti, dovranno combatterla di nuovo.
La nuova sceneggiatura
Dopo averci lavorato vari anni, e dopo aver scartato diverse sceneggiature che non gli sembravano adatte, Cary Fukunaga aveva deciso di ripartire quasi da zero. Ci aveva svelato che ci sarebbero stati importanti cambiamenti, anche se si sarebbe mantenuta la divisione in due film, a partire dallo spostamento della storia in un altro periodo.
Nel romanzo la parte dei bambini è ambientata tra il 1957 e il 1958 e quella degli adulti tra il 1984 e il 1985, mentre la miniserie aveva spostato le due parti nel 1960 e nel 1990. La nuova sceneggiatura invece prevedeva che la storia dei bambini si svolgesse negli anni ’80 e quella degli adulti ai giorni nostri.
Questo avrebbe comportato sicuramente notevoli cambiamenti, impossibili da evitare. Per il ruolo di Pennywise si era parlato di diversi attori, tra cui Ben Mendelsohn, che però rinunciò perché la New Line gli chiedeva di accettare un compenso molto più basso. La scelta era poi caduta su Will Poulter.
L’abbandono del regista
Purtroppo però, nel maggio 2015, Fukunaga ha fatto sapere che non sarà più lui a dirigere il remake di IT. Non ha dato risposte chiare sul perché della sua decisione, ma ha raccontato di aver avuto delle divergenze con i produttori della New Line.
A detta sua, lui voleva fare un film diverso, di alto profilo e con personaggi attuali, ma non ha trovato collaborazione e ha deciso di lasciare la regia.
Non sappiamo di preciso su quali dettagli della sceneggiatura ci sia stato da ridire, ma Stephen King l’avrebbe letta e gli sarebbe piaciuta. A giugno la regia è stata affidata al regista argentino Andy (Andrés) Muschietti anche lui intenzionato a girare un film in due parti.
Com’è andata a finire
Il primo film, IT, è uscito negli Stati Uniti l’8 settembre 2017, diretto da Muschietti e scritto da Chase Palmer, Cary Fukunaga e Gary Dauberman. Come previsto da Fukunaga, la storia dei bambini è stata spostata alla fine degli anni ’80. A interpretare Pennywise non è stato Will Poulter, che ha dovuto rinunciare per sovrapposizioni con altri impegni dopo il cambio di regista, ma lo svedese Bill Skarsgård.
Il film è stato un enorme successo di pubblico e di critica: ha incassato più di 700 milioni di dollari in tutto il mondo ed è diventato, senza contare l’inflazione, il film horror con il maggiore incasso della storia.
Il seguito, IT – Capitolo due, con James McAvoy, Jessica Chastain e Bill Hader nei panni dei Perdenti da adulti, è uscito nel settembre 2019, ambientato 27 anni dopo, nel 2016. Ha incassato 473 milioni di dollari, ma ha ricevuto recensioni più tiepide, soprattutto per la sua durata. E il 26 ottobre 2025 è arrivata su HBO la serie prequel It: Welcome to Derry, con Skarsgård di nuovo nei panni del pagliaccio.
Insomma, la mia domanda di allora era se fosse possibile rifare un cult come IT senza critiche e confronti con la miniserie. Le critiche e i confronti ci sono stati, ma il pubblico, a quanto pare, ha decisamente apprezzato.
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