Veronica Cybo, il fantasma dell’ospedale di Figline Valdarno

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In breve
Veronica Cybo-Malaspina (1611-1691), nobildonna di Massa sposata con il duca Jacopo Salviati, è ricordata come presunta mandante dell’omicidio di Caterina Canacci, amante del marito, uccisa a Firenze il 31 dicembre 1633: la sua testa fu recapitata a Salviati in una cesta. Secondo la leggenda, il suo fantasma infesta la villa di Figline Valdarno dove si ritirò, oggi ospedale Serristori.

Quella di Veronica Cybo è una storia di tradimenti, gelosia e morte. Dopo avere scoperto di essere tradita dal marito, non esita infatti a vendicarsi facendo uccidere la sua amante.

Dopo il delitto viene esiliata in una villa, diventata poi l’ospedale Serristori di Figline Valdarno. Proprio in quest’ospedale molti dei pazienti e del personale affermano di avere visto lo spirito di una donna che si aggira nell’ala più antica della struttura.

Ma cos’è successo di preciso? Ecco a voi la storia di Veronica Cybo.

Veronica Cybo

Veronica nasce il 10 dicembre 1611 a Massa, figlia di Carlo I Cybo-Malaspina, futuro principe di Massa e Carrara. Si dice che non fosse particolarmente bella e che il suo carattere non fosse dei migliori, ma a quei tempi i matrimoni erano combinati e così, su proposta della granduchessa di Toscana Maria Maddalena d’Austria, venne data in moglie al marchese Jacopo Salviati. Le nozze si celebrano a Massa il 28 febbraio 1628 e per l’occasione papa Urbano VIII nomina Jacopo duca di Giuliano.

Il marito era però un donnaiolo e, come spesso accadeva a quei tempi, frequentava altre donne.

Frequentava anche locali per soli uomini ed è proprio mentre si trova in uno di questi che nota una bellissima ragazza che vive in una casa poco distante.

Lei è Caterina Canacci (o, con il nome da nubile, Caterina Brogi), una donna fiorentina famosa per la sua bellezza, nata nel 1608, che viveva separata dal marito Giustino Canacci, un uomo molto più anziano di lei. Fra i due scocca la scintilla e cominciano una relazione.

Veronica scopre la tresca e, furiosa, medita vendetta. Secondo il racconto tradizionale, prima avverte la rivale in amore dopo averla incontrata nella chiesa di San Pier Maggiore, ma quando questa le ride in faccia davanti a tutti, Veronica sa esattamente cosa fare. Va detto però che questo episodio non è confermato dalle fonti.

L’omicidio di Caterina Canacci

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Veronica vuole Caterina morta e cerca di avvelenarla, ma fallisce nel tentativo. Assolda quindi dei sicari e ottiene la collaborazione dei figliastri di Caterina, Bartolomeo e Francesco Canacci, nati da un precedente matrimonio di Giustino, convincendoli a vendicare l’onore del padre.

La sera del 31 dicembre 1633 Bartolomeo, insieme ai sicari arrivati da Massa, va a casa della matrigna, in via dei Pilastri. Caterina, secondo le cronache, era incinta di pochi mesi di Jacopo. Ad aprire la porta è la serva che, riconoscendolo, lo lascia entrare.

Appena varcata la soglia Bartolomeo uccide Caterina e poi una serva che aveva assistito al delitto, facendo a pezzi entrambi i corpi.

I pezzi dei cadaveri furono sparsi per Firenze: parte in un pozzo, parte nelle fognature e il resto nell’Arno. Tranne la testa di Caterina.

La testa della giovane viene portata a Veronica come prova del delitto e da lei fatta recapitare a Jacopo in una cesta, coperta da alcuni panni di biancheria. Inorridito cerca subito i colpevoli, sapendo però che la mandante è stata sua moglie.

Bartolomeo e i fratelli vengono catturati e messi sotto tortura. L’uomo confesserà e verrà condannato a morte, venendo decapitato davanti al Bargello, mentre i complici saranno condannati al carcere.

Veronica fa parte di una famiglia troppo potente e non viene arrestata, ma sceglie l’esilio volontario nella Villa San Cerbone, che oggi è l’ospedale Serristori di Figline Valdarno. Jacopo, invece, nel 1634 si trasferisce a Roma con la famiglia per sfuggire ai pettegolezzi. Veronica morirà proprio a Roma il 10 settembre 1691.

Il fantasma di Veronica Cybo

Veronica Cybo

Si dice che il fantasma di Veronica infesti l’ospedale e molti pazienti e infermieri giurano di avere visto la figura di una donna vestita di bianco che sparisce poco dopo essere vista.

Durante dei lavori è persino apparsa una strana orma su un muro appena ridipinto e la gente del posto non ha dubbi: è stata Veronica a lasciarla.

Il suo spirito si manifesta soprattutto durante i mesi estivi e nei giorni dopo Natale, preferendo l’ala più antica del palazzo, corrispondente agli uffici amministrativi.

Nell’ospedale è persino presente una targa commemorativa.

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Fonti

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