Jewel Shuping, la donna che dice di essersi resa cieca di proposito

Posted by
In breve
Nel 2015 Jewel Shuping, una trentenne del North Carolina, raccontò in un video di Barcroft TV di essersi fatta accecare di proposito da uno psicologo, perché affetta dal disturbo dell’integrità dell’identità corporea. La sua storia fece il giro del mondo, ma non è mai stata verificata in modo indipendente e diversi dettagli non tornano.

Jewel Shuping è una donna che dice di aver deciso di diventare cieca e di essersi fatta danneggiare gli occhi di proposito. La donna è affetta dal disturbo dell’integrità dell’identità corporea e sostiene che ora, da cieca, è felice.

La storia di Jewel Shuping

La 30enne Jewel racconta di aver sempre sognato di diventare cieca, sin da bambina. Quando aveva 3 o 4 anni, la madre la trovava di notte a girovagare per la casa nell’oscurità più totale. A sei anni il primo pensiero cosciente: diventare cieca l’avrebbe fatta sentire a suo agio. Quando la madre le raccomanda di stare attenta perché guardare direttamente il sole può far male agli occhi, la bambina passa ore a fissarlo, nella speranza di diventare cieca.

Il disturbo dell’integrità dell’identità corporea è una condizione per cui chi ne soffre sente che un arto o un senso non fanno parte di lui e che li dovrebbe perdere.

Durante l’adolescenza Jewel inizia a portare degli spessi occhiali neri e a 18 anni riceve il suo primo bastone per ipovedenti. La sua voglia di diventare cieca la porta anche a imparare il braille, che riesce a leggere fluentemente all’età di 20 anni.

La finzione non basta più

Per anni Jewel finge di essere cieca, ma questo non le basta più. Nella sua testa continua a tornare l’idea di dover essere davvero cieca. Inizia così a parlare con degli psicologi che le diagnosticano il disturbo. Jewel però si accorge che gli psicologi non la stanno aiutando: lei non vuole accettare la sua condizione, vuole diventare cieca.

La cecità

Secondo il suo racconto, alla fine trova uno psicologo disposto ad aiutarla, che le versa negli occhi una sostanza chimica corrosiva. Jewel ricorda il dolore lancinante, ma dice di non aver provato alcun rimorso. Dopo la procedura viene portata in ospedale, dove i medici, contro il suo volere, cercano di salvarle la vista.

La mattina dopo si sveglia e apre gli occhi: invece di trovare il buio, si trova davanti, come sempre, lo schermo della sua tv. Questo le provoca una rabbia immensa. La sua vista però cala nel corso dei mesi, fino a renderla completamente cieca, come lei voleva. In seguito le viene anche rimosso un occhio a causa delle lesioni.

La sua vita da cieca

Ora Jewel dice di sentirsi completa e felice e di studiare per ottenere una laurea nel campo dell’istruzione. All’inizio aveva detto alla sua famiglia che la cecità era stata causata da un incidente, ma i suoi parenti hanno scoperto la verità e hanno smesso di parlarle. Jewel non si pente del gesto perché è convinta che sarebbe dovuta nascere cieca. Invita però chi soffre del suo stesso disturbo a non fare come lei e a cercare aiuto.

Una storia vera?

C’è però più di un motivo per prendere questa storia con le pinze. Come ha notato il sito di fact-checking Snopes, tutti gli articoli usciti nel 2015 si basavano su un unico video di Barcroft TV, senza nessuna verifica indipendente. Anche la data non torna: nel video si parla del 2006, ma secondo Snopes in un forum online del 2008 un messaggio scritto a nome di Jewel diceva che Jewel aveva avuto un “incidente” agli occhi il 28 giugno 2008. In un servizio di un’emittente del North Carolina dell’aprile 2015, inoltre, la donna si presentava con un altro nome, Amber, e raccontava la cecità come un incidente.

Jewel non ha mai detto il nome dello psicologo che l’avrebbe aiutata, e non sappiamo se qualcuno sia mai stato indagato. Cosa sia successo davvero, forse, lo sa solo lei.

Il disturbo dell’integrità dell’identità corporea è una condizione reale e seria. Se ti riconosci in questa storia o hai pensieri di farti del male, parlane con un medico o con uno psicologo. In caso di emergenza chiama il 112.

🦋 Emadion vive grazie a chi lo legge. Se questa storia ti ha tenuto sveglio, offrimi un caffè: mi aiuta a portarti il prossimo incubo.

☕ Sostieni Emadion su Ko-fi

Fonti

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *