- Venerdì: considerato infausto da secoli, forse perché giorno della crocifissione di Gesù.
- Il 13: legato all’Ultima Cena e al mito nordico di Loki.
- Il “venerdì 13”: come giorno sfortunato è documentato solo dal XIX secolo.
- Il 17: in Italia per l’anagramma VIXI, “sono vissuto”, cioè “sono morto”.
Oggi è venerdì 13 e, sia in Italia che nei paesi anglosassoni, è considerato sfortunato. A questo giorno sono stati dedicati persino dei film, come “Venerdì 13” (1980) appunto, che vede protagonista uno dei cattivi per eccellenza: Jason.
Ma perchè è considerato un giorno sfortunato? E perchè in Italia si teme anche il venerdì 17?
Venerdì
Partiamo dall’origine del venerdì come giorno infausto. Una teoria ipotizza che il venerdì sia considerato porta sfortuna perchè è il giorno in cui venne crocefisso Gesù.
Un’altra fa risalire questa superstizione ai “Racconti di Canterbury” di Geoffrey Chaucer, una raccolta di 24 racconti del XIV secolo, in cui questo giorno della settimana è ritenuto portatore di sventure. C’è poi chi cita l’arresto dei Cavalieri Templari, ordinato dal re di Francia Filippo IV proprio venerdì 13 ottobre 1307, ma non ci sono prove che la superstizione sia nata lì.
Curiosamente, anche se sia il venerdì sia il 13 erano considerati sfortunati da secoli, non ci sono testimonianze del “venerdì 13” come giorno particolarmente nefasto prima del XIX secolo. Una delle prime riguarda proprio un italiano, il compositore Gioachino Rossini: un suo biografo scrisse che, come molti italiani, considerava il venerdì un giorno sfortunato e il 13 un numero sfortunato, e che morì proprio venerdì 13 novembre 1868. A rendere famosa la superstizione nei paesi anglosassoni contribuì poi un romanzo del 1907, “Friday, the Thirteenth” di Thomas W. Lawson, in cui un agente di borsa senza scrupoli sfrutta questa paura per scatenare il panico a Wall Street.
Il numero 13
Per quanto riguarda il numero 13, invece, è sempre stato considerato un numero sfortunato o portatore di disgrazie a causa di episodi in cui questo numero la fa da padrone.
Per esempio l’ultima cena, in cui troviamo Gesù e i 12 apostoli prima della morte di Gesù (da qui l’usanza di non sedersi mai in 13 a tavola); o il mito nordico secondo cui Odino si trovava a tavola con 11 amici quando all’improvviso entrò Loki, il dio del male.
Si dice spesso che persino nel codice di Hammurabi, risalente circa al 1772 a.C., il numero 13 sia omesso dalla lista delle leggi, anche se probabilmente si tratta solo di una lacuna in alcune traduzioni.
Il fatto è che il 12, da tempi immemori, è sempre stato considerato un numero perfetto e di conseguenza il 13 considerato come di poco valore.
Alcuni edifici, addirittura, non hanno il piano 13, alcuni aeroporti non hanno il gate 13 o i posti con tale numero e alcune strade non hanno il civico 13.
Il numero 17
Per il numero 17 invece la storia è un’altra. Già nell’antica Grecia era considerato infausto per il solo fatto di trovarsi fra il 16 e il 18 che rappresentavano, rispettivamente, la perfezione dei quadrilateri 4×4 e 3×6;
nella Bibbia è scritto che il Diluvio Universale cominciò proprio il giorno 17; infine, sulle tombe dell’Antica Roma era uso incidere la parola VIXI, cioè vissi e quindi sono ora morto, che anagrammato è XVII, il numero romano 17. Nella smorfia napoletana questo numero rappresenta “la disgrazia”.
Per questi motivi forse il venerdì 17 è una superstizione tutta italiana.
Esistono addirittura delle fobie relative a questi due giorni. Chi è terrorizzato dal numero 13 soffre di triscaidecafobia, chi ha paura proprio del venerdì 13 di parascevedecatriafobia, mentre chi non sopporta il 17 soffre di eptacaidecafobia. Negli Stati Uniti si stima che milioni di persone abbiano paura del venerdì 13.
Curioso notare come la percezione di questi giorni e di questi numeri cambi nelle varie culture. Nella Cabala Ebraica per esempio il 13 è considerato fortunato.
In Cina, Corea e Giappone invece ad essere ritenuto sfortunato è il numero 4 (e tutti i numeri che lo contengono) perché la sua pronuncia, in tutte e tre le lingue, è simile alla parola “morte”.
In Spagna, in Grecia e in America Latina, invece, il giorno sfortunato è martedì 13. Ora che ne conoscete le origini, forse, questi giorni vi faranno un po’ meno paura. Vi auguro comunque un buon Venerdì 13!
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