Il quadrato del Sator sul Duomo di Siena

Il quadrato del Sator, l’enigma che si legge in tutte le direzioni

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In breve
Cinque parole latine, ognuna di cinque lettere, sistemate in un quadrato che si può leggere in tutte le direzioni: da sinistra a destra, da destra a sinistra, dall’alto in basso e dal basso in alto. Il quadrato del Sator compare sui muri di Pompei, nelle chiese medievali, nei libri di medicina e negli amuleti contro il fuoco. Nessuno sa con certezza chi l’abbia inventato né cosa significhi davvero.

S A T O R
A R E P O
T E N E T
O P E R A
R O T A S

Se lo guardate bene, vi accorgete che è un piccolo prodigio. Le cinque parole formano un palindromo perfetto: SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS letto al contrario dà la stessa frase. E se leggete le colonne, dall’alto in basso, ritrovate le stesse cinque parole. Al centro, la parola TENET forma una croce.

Il quadrato del Sator sul Duomo di Siena
Il quadrato del Sator inciso su un muro del Duomo di Siena. Foto G.steph.rocket, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Cosa vuol dire?

Quattro parole su cinque sono latino normale. Sator è il seminatore, ma anche il creatore, il padre. Tenet significa tiene, regge. Opera vuol dire con cura, con impegno. Rotas sono le ruote. Il problema è Arepo: è una parola che non compare in nessun altro testo latino conosciuto.

La traduzione più semplice è più o meno: “Il seminatore Arepo tiene con cura le ruote”. Forse Arepo è un nome proprio, inventato apposta per far tornare il gioco. Forse viene da un’altra lingua, il celtico o l’egiziano, come qualcuno ha proposto. Forse indica l’aratro. Le ipotesi sono decine, e nessuna convince tutti.

Il Padre Nostro nascosto

Nel 1926 fu notata una cosa sorprendente. Se si prendono tutte le lettere del quadrato e le si risistema, si può scrivere due volte PATER NOSTER, le prime parole del Padre Nostro in latino, incrociate a forma di croce sulla N centrale. E avanzano due A e due O, che si possono mettere alle estremità della croce: alfa e omega, il principio e la fine, un simbolo cristiano di Cristo.

Sembrava la soluzione: il quadrato sarebbe stato un segno di riconoscimento segreto dei primi cristiani, al tempo delle persecuzioni. Per qualche anno quasi tutti gli studiosi furono d’accordo. Poi arrivò Pompei.

Il quadrato di Pompei

Nel 1925 l’archeologo Matteo Della Corte aveva trovato un frammento del quadrato, scritto nella versione che comincia con ROTAS, nella casa di Paquio Proculo a Pompei. Nel 1936 ne trovò un altro, completo, inciso su una colonna della Palestra grande, vicino all’anfiteatro. Quest’ultimo risale a prima del terremoto del 62 dopo Cristo. È il più antico quadrato del Sator conosciuto.

Ed è un problema per la teoria cristiana. Nel 62 dopo Cristo i cristiani erano pochissimi, e non è affatto certo che ce ne fossero a Pompei. Il simbolo dell’alfa e omega, poi, si diffuse più tardi. Per questo molti studiosi oggi pensano che il quadrato fosse nato come un gioco di parole romano, un rompicapo, e che solo in seguito sia stato adottato dai cristiani, che ci videro un significato religioso.

Quadrati simili sono stati trovati anche a Cirencester, in Inghilterra, graffiato sull’intonaco di una casa romana, e a Dura Europos, in Siria, sulle pareti di un ufficio militare romano del III secolo.

Il quadrato del Sator di Cirencester
Il quadrato del Sator, nella versione che comincia con ROTAS, trovato a Cirencester, in Inghilterra. Foto bazzadarambler, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Un amuleto

Nel Medioevo il quadrato del Sator si diffuse in tutta Europa, e cambiò funzione. Divenne una formula magica. Compare nei manuali di medicina, come rimedio contro i morsi dei cani e la rabbia, contro la follia, per aiutare le donne durante il parto. In Germania si credeva che servisse a spegnere gli incendi. Ancora nell’Ottocento, in America, veniva usato come portafortuna.

In Italia lo si trova in molte chiese: sul Duomo di Siena, nella pieve di San Giovanni a Campiglia Marittima, in abbazie e chiese di campagna, a volte disposto in cerchio invece che in quadrato.

Il quadrato del Sator a Campiglia Marittima
Il quadrato del Sator nella pieve di San Giovanni a Campiglia Marittima, in Toscana. Foto sailko, CC BY 2.5, via Wikimedia Commons

Negli ultimi anni è tornato famoso grazie a Christopher Nolan, che ha intitolato un suo film Tenet e ha usato le altre parole del quadrato per nomi di personaggi e luoghi.

Io adoro il quadrato del Sator perché è un oggetto che ha cambiato significato più volte, senza cambiare una sola lettera. Un gioco di parole romano, un simbolo cristiano, un amuleto contro il fuoco, un enigma da film. Duemila anni dopo, siamo ancora qui a chiederci chi fosse Arepo.

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Fonti

Immagine in evidenza: Foto G.steph.rocket, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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