Recensione di “3096 giorni”, il libro in cui Natascha Kampusch racconta gli otto anni di prigionia nelle mani di Wolfgang Priklopil: l’infanzia, il rapimento, la vita quotidiana con il rapitore e il rapporto complesso che le ha permesso di sopravvivere. Pubblicato nel 2010, nel 2013 è diventato un film.
Natascha Kampusch è ormai una donna. Ma quando aveva 10 anni è stata rapita da un uomo di 35 anni, Wolfgang Priklopil, ed è fuggita solo otto lunghi anni dopo.
Dopo la sua fuga ha scritto il libro “3096 giorni”, in cui descrive la sua prigionia. L’ho appena finito e lo consiglio vivamente.
Descrive prima l’infanzia di Natascha, la sua vita e il suo carattere prima del rapimento. Ti fa conoscere la Natascha bambina, insicura di sé che decide che è arrivato il momento di crescere e di andare a scuola da sola.
Ti racconta poi il suo rapimento, i pensieri che le passavano per la mente mentre il rapitore la portava via, in un luogo sconosciuto.
Poi entri nel vivo del libro e Natascha ti racconta la sua vita quotidiana con il rapitore, fatta di periodi diversi, con comportamenti diversi: da rapitore quasi premuroso a maniaco del controllo e a maniaco violento.
Nonostante ciò, il suo rapitore era l’unica persona con la quale aveva contatti e sviluppa con lui un rapporto speciale, che determinerà la sua sopravvivenza.
Un libro che fa riflettere non solo sulla vicenda, ma anche sulla percezione che la società ha del Bene e del Male.
Puoi trovare il libro a questo link.
Se vuoi conoscere la sua storia in breve, leggi anche il mio articolo su Natascha Kampusch.
🦋 Emadion vive grazie a chi lo legge. Se questa storia ti ha tenuto sveglio, offrimi un caffè: mi aiuta a portarti il prossimo incubo.
☕ Sostieni Emadion su Ko-fi





